
Dati e trama
I sette mariti di Evelyn Hugo è un romanzo autoconclusivo scritto da Taylor Jenkins Reid nel 2017, ambientato nella Golden Age del cinema hollywoodiano.
La vecchia Hollywood degli ultimi divi, la città dei sogni, rivive in un racconto ammaliante sulla ricerca della verità.
Chi è stato il vero amore della sua vita? È quella la madre di tutte le domande. L’esca del libro. Sette mariti. Quale ha amato di più? Qual è stato il suo vero amore?
Dopo anni vissuti lontano dai riflettori, la ex “divina” di Hollywood Evelyn Hugo, autentica icona della storia del cinema, è finalmente pronta a svelare la sua verità. E anche quella sui suoi sette mariti, naturalmente. Per farlo, sceglie Monique Grant, una reporter semisconosciuta. La più stupefatta è proprio Monique: perché proprio lei? E perché proprio adesso? Si dà il caso che per la giornalista non sia proprio un gran momento: dopo pochi mesi dalle nozze il marito l’ha lasciata, e a trentacinque anni la sua vita professionale sembra già arrivata a un punto morto. L’incarico di scrivere la biografia di Evelyn Hugo potrebbe essere l’occasione che aspettava per dare una svolta alla sua carriera. E così, nello splendido appartamento di Manhattan dell’attrice, Monique ascolta affascinata le parole di Evelyn: dagli esordi nella Los Angeles degli anni Cinquanta fino alla decisione di ritirarsi dalle scene trent’anni dopo, passando per i numerosi matrimoni, l’attrice rivela una storia di feroce ambizione, amicizia inattesa, e un grande amore proibito. Monique si sente sempre più vicina alla leggendaria star: a mano a mano che il racconto di Evelyn si avvicina alla conclusione, appare chiaro che le loro vite sono legate in modo drammatico e ineludibile. I sette mariti di Evelyn Hugo è un viaggio affascinante attraverso lo splendore della vecchia Hollywood e le difficoltà del nostro tempo, che mette in scena due indimenticabili figure di donne, alla scoperta di cosa significhi – e di quanto costi – la verità.
Trama da IBS
Cosa ne penso
🎬 Riuscire a sistemare tutti i miei pensieri dopo aver letto “I sette mariti di Evelyn Hugo” non è stato semplice. Per quanto lo abbia amato e divorato, è impossibile per me racchiudere tutto ciò che ho provato in una recensione.
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🎬 Questo è un romanzo che a conti fatti, visto il setting, il tipo di intrecci e personaggi, non mi sarebbe dovuto piacere così tanto, eppure… eppure Taylor Jenkins Reid mi ha fatto appassionare alle vicende di Evelyn Hugo, una stella del cinema anni 50 (personaggio fittizio) e all’aura di mistero e iconicità che la definisce nei suoi anni fino alla vecchiaia.
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🎬 Reid, ma come hai fatto a farmi piacere questa sorta di biografia piena di gossip ed etica discutibile? Le sue parole mi hanno stregato e, come Monique, non ho potuto che star ad ascoltare Evelyn che raccontava la sua vita. E proprio come Monique, ogni volta che staccavo dal racconto, mi mettevo a riflettere, a paragonare la mia vita al vissuto di Evelyn, che non è una cosa scontata.
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🎬 A volte i personaggi di un libro li viviamo per un po’, finché non chiudiamo le pagine e torniamo alla nostra giornata. Evelyn no. Evelyn è viva, tangibile e reale, una persona né buona né cattiva, che ha dato tutta se stessa per avere ciò che desiderava, con emozioni e rimorsi.
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🎬 Non mi è mai importato del gossip, dei retroscena marci di Hollywood, eppure legando tutto questo a un personaggio vivo come Evelyn e al suo vissuto, di conseguenza non erano un semplice setting, erano un punto focale del racconto. È stato un colpo di genio anche intervallare ai capitoli dei finti estratti di giornale che parlavano delle stesse vicende del libro, hanno amplificato ancora di più l’immersione.
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🎬 Di tematiche ce ne sono tante in questo romanzo, dal legame con i genitori, al coraggio di essere se stessi, al trovare compromessi anche con le persone amate, al femminismo… tutti temi che vengono trattati benissimo senza risultare pesanti o troppo affrettati. Mi ha piacevolmente sorpreso quanto bene sia stata descritta la bisessualità e come venga vista anche da altri personaggi LGBTQ+.
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🎬 Tutti i personaggi li definirei grigi, non c’è il santo e nemmeno il peccatore, sono umani a 360° e come tali non hanno uno schieramento preciso sulla bilancia del bene e del male. E sono così ben scritti… è facile emozionarsi seguendo le loro vicissitudini. L’unico appunto che mi sento di fare è che avrei preferito un po’ più di romanticismo nella relazione di Evelyn con il suo vero tragico amore.
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🎬 E la fine? Ho chiuso il libro e volevo veramente piangere. Perché era stato commovente e perché era finito. Il libro si chiude insieme al sipario sulla vita di Evelyn Hugo. Mi sono sentito vuoto per un po’, come quando ci si risveglia da un sogno molto lungo e dettagliato, durante il quale hai provato un sacco di sentimenti.
Non so cos’altro dirvi se non che dovete recuperarvelo se non l’avete già fatto.
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Voto: 5/5☆
Voto personale: 5/5☆

